Dicevamo, la Madre di tutte le domande, quella in cui prima o poi tutti sbattiamo il naso: Vado o non vado? Qualcuno cede al pensiero per un micromillesimo di secondo, qualcuno altro accarezza l’idea un po’ più a lungo, mesi, forse anni. Qualcun altro la trasforma nell’ossessione di una vita.
Ogni tanto capita che qualcuno si rompa le scatole, perché come tutte le domande amletiche anche questa è destinata a oscillare nella mente come un moto perpetuo, e decide che è arrivato il momento di decidere.

È esattamente in momenti come questi di impasse che può essere utile tenere a mente alcuni punti. Dei primi 4 ho parlato nel post precedente: Vado o non vado? 8 punti da considerare prima di decidere. Ecco gli altri 4.
5. Non tutti ti capiranno e non tutti ti appoggeranno
Per il semplice fatto che non succede mai. Non ha nulla a che fare con la decisione in se e per sé, tanto meno ha a che fare con te. Ha semplicemente a che fare con la vita. Non esistono applausi e consensi unanimi, perché le persone vogliono cose diverse e sulla base di quelle interpretano il mondo. È normale che sia così. Se in più si tratta di una decisione che porta con sé conseguenze profonde e non ignorabili ‒ come licenziarsi, rompere un matrimonio, farsi tatuare Padre Pio su un braccio o decidere di andarsene dal proprio paese ‒ è ancora più complicato perché sono coinvolte emozioni e affetti.Decidi con la tua testa. Anzi, decidi con il tuo cuore (vedi prossimo punto).
6. La mente spesso mente, il corpo (quasi) mai

La mente talvolta gioca brutti scherzi…
Il corpo, invece, esattamente come il cuore, è sempre sincero. Ai limiti della brutalità. Durante il lungo travaglio che ha preceduto la decisione che mi ha portato qui a Chiang Mai, avevo un perenne blocco all’altezza della gola, una sorta di stretta che non allentava mai la presa. Che ci fosse qualcosa che non riuscivo a dire, a cominciare da me stessa? Indovinate un po’ come sta la mia gola adesso!
7. Se vuoi vedere il mondo felice, comincia da te

Una Kikkolen di qualche anno fa, felicissima per avere pescato il primo pesce della sua vita.
Ti auguro di non essere stato indurito dalla vita al punto da esserti trasformato in un grande attore. Ma se anche fosse, non sarebbe comunque sufficiente. Come ogni cosa a questo mondo, anche il nostro malessere è fatto di energia e se anche facciamo finta di niente, anche se ci ricopriamo di sorrisi e ridiamo in continuazione, respira attraverso la nostra pelle e si spande attorno a noi.
Perciò sii felice e poi siediti a goderti le vibrazioni del mondo che cambia attorno a te.
8. Avere un progetto è importante, ma non è indispensabile

La divinità induista Ganesha, il Distruttore degli ostacoli.
Ma “importante” è diverso da indispensabile.
Più passa il tempo più mi rendo conto che a fare la differenza non è avere un obiettivo, ma sapere dove si vuole andare. Sono due cose profondamente diverse. Puoi avere l’obiettivo più figo e dettagliato del mondo, ma se non sai dove vuoi condurre la tua vita, se non sai che persona vuoi diventare, avrai solo un involucro vuoto da mettere nello scaffale dei trofei.
Il progetto è ciò che ci chiama ora e si dipana di fronte a noi.
Tutto ciò che dobbiamo fare, prima per conoscerlo e poi per raggiungerlo, è aprirci alla vita e vedere quello che arriva. E poi cavalcare l’onda.
Sei d’accordo con me o pensi che l’aria mistica di Chiang Mai mi abbia fatto, con tutto rispetto, andare un po’ fuori di testa? J Ci sono altri punti che aggiungeresti a questi 8, magari perché ti hanno aiutato in prima persona a prendere una decisione importante della tua vita? Scrivilo nei commenti!

l'ultimo punto è uno scontro di civiltà: oergnizzarsi allo spasmo e lavorare al massimo per avere tutte le migliori possibilità di avere quello che credo mi renderà felice, quando e se lo avrò; oppure essere, seguire il flusso, coscenti che il fine ultimo è il viaggio e non la menta; certo ci sono le bollette da pagare e il pane da mettere in tavola. in questo momento sono troppo zen per fare programmi multimensili, e troppo occidentale per fare a meno del mio assistente vocale ;P
non sono per forza in contrasto le due strade: ci si può impegnare a fondo per cercare di fare ciò che si desidera e allo stesso tempo provare a rimanere fluidi,con gli occhi ben aperti sui segnali che arrivano. bisogna essere molto abili però! personalmente ho sempre fatto una gran fatica a conciliare i due aspetti. ma di una cosa sono sicura: il fine ultimo è davvero il viaggio, è lì che sta la vera bellezza e il rischio che si corre quando si "lavora al massimo" è di non avere più tempo per ciò che conta davvero..
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case
che bella che è, ♥ Montale!